La Presentazione del 31 Ottobre
- Elisabetta Eusebi
- 16 nov 2025
- Tempo di lettura: 7 min

Quando la luce emerge dalla profondità
nascono conversazioni che trasformano
Il 31 ottobre 2025 alle 18.30 è una data che porto nel cuore. Non per Halloween come lo conosciamo oggi, ma per il suo significato originario: “l’antica festa celtica di Samhain, simbolo per onorare la luce nell’ombra. Niente zucche, ma rape e cipolle trasformate in lanterne per portare luminosità nelle tenebre. Un simbolo perfetto per il Risveglio dell'essere, quella luce che è già dentro di noi e che dobbiamo semplicemente ricordare.
Ed è in questa data carica di significato che ho scelto di presentare il mio libro, accompagnata da un'amica cara che non vedevo da tempo. Questa occasione ci ha permesso di riavvicinarci, e per me è stato un regalo prezioso poter condividere con lei – e con tutti i presenti – un pezzo del mio percorso.
La serata è stata un dialogo aperto, nato dalle domande di chi ha già letto il libro e da chi era curioso di conoscere la mia storia. Non una presentazione formale, ma un vero incontro. E questo è esattamente lo spirito che anima le pagine del libro: autenticità, apertura, condivisione.
Perché Leggere Questo Libro?
Durante la serata mi è stato chiesto a chi è rivolto il libro. La mia risposta è semplice: a tutti.
Non esiste una persona più o meno adatta. Ognuno riceverà in base alla propria coscienza e al momento evolutivo in cui si trova. Oggi lo leggi e percepisci una cosa, tra sei mesi lo riprendi in mano e ne emergerà qualcos'altro. È un libro da tenere con sé, da rileggere e interrogare.
Non troverai risposte preconfezionate o ricette magiche. Troverai uno specchio in cui guardarti, domande che ti aiuteranno a scavare più in profondità, spunti per iniziare – o continuare – il tuo personale cammino di conoscenza.
Tutto è nato in modo spontaneo, senza un progetto predefinito. Ho iniziato con un blog; poi gli articoli sono diventati una raccolta, e da quella grazie all’aiuto di una persona in particolare, che ringrazio ancora, è nato il libro.
È stato un processo naturale, un divenire. Perché è nella spontaneità che accade qualcosa di magico – dove non c'è mente che costruisce e complica, ma c'è spazio per l'autenticità.
Spiritualità: Un Cammino di Conoscenza
Durante la serata abbiamo parlato molto di spiritualità. Ma cos'è davvero?
Quanto è importante nella nostra vita?
La spiritualità viene da “spirito”, soffio vitale. È la ricerca del nostro essere, di quello che siamo venuti a fare qui come anime incarnate.
La spiritualità è per tutti, la religione lo stesso in un certo senso. Io credo nella libertà di scegliere, di avvicinarsi a una situazione piuttosto che all'altra.
La spiritualità comprende tutto.
Non tutti hanno voglia di fare questo cammino. All'inizio pensavo che tutti dovessero arrivare a porsi certe domande. Ho scoperto che non è così. E va bene. La spiritualità è un percorso di conoscenza che non finisce mai, e una volta iniziato, non si torna indietro.
Il Risveglio Autentico
Un’altra domanda della serata riguardava la differenza tra un vero risveglio e l'ego spirituale che origina un finto risveglio.
Oggi ci sono molti santoni o guru, ma quanto è autentico il loro percorso?
Il risveglio è fermarsi a guardarsi dentro, conoscersi profondamente. Non le origini familiari, ma le origini che sono dentro di noi. È riconoscere quelle parti di noi stessi che forse emergono solo a una certa età, quando iniziamo davvero a farci domande.
È falso tutto ciò che impedisce di manifestare in maniera autentica la propria luce, di vivere l’esperienza ed aprirsi alla vita. Quando togliamo la mente, intesa come controllo e paura, lì accade qualcosa di straordinario.
I Segnali e la Sincronicità
Come riconoscere i segnali che la vita ci manda?
Esiste un mondo visibile, fatto dei cinque sensi, e un mondo invisibile, sottile. I segnali possono arrivare attraverso sogni, persone che non vedevamo da tempo e che improvvisamente ci telefonano, coincidenze che non sono casuali. Sono sincronicità.
Il problema è che spesso non diamo importanza a questi segnali. Gli animali, la natura ci aiutano a capire. Hanno percezioni diverse dalle nostre, ma anche noi possiamo amplificare la nostra capacità di ascolto attraverso strumenti semplici: il corpo, la meditazione intesa come osservazione, il silenzio.
Il segnale arriva sempre. Arriva piccolino, poi un po' più forte, poi sempre più forte, finché non sbattiamo la testa pesantemente. A quel punto siamo costretti a fare il cambiamento. Arriva un disturbo fisico, arriva quell’esperienza forte che ti dà un'indicazione chiara: cosa stai facendo? È questo quello che vuoi ?
Prima di farci male possiamo anche scegliere di ascoltare, di fare piccoli cambiamenti senza aspettare il colpo definitivo. Non si può cambiare tutto da un giorno all'altro, ma si possono fare piccole cose: spegnere la televisione quando non serve, guardare meno il telefono, prendersi dieci minuti al giorno per una camminata nella natura. Piccole cose che ci aiutano a spostare l'attenzione, a riconoscere dove siamo e dove vogliamo andare.
Il Viaggio in Spagna: Una Scelta che Sembrava Follia
Durante la serata, la mia amica ha voluto parlare di un momento particolare della mia vita – una scelta che dall'esterno appariva incomprensibile, forse azzardata: "Hai lasciato l'Italia, hai lasciato la tua casa, hai lasciato tutti i tuoi amici e improvvisamente sei partita. Io ho pensato: questa è matta."
Ma è stato tutto un altro tipo di viaggio, servito per un'altra cosa. Una scelta di coraggio, come lei stessa l'ha definita.
Nel 2019 ho affrontato un momento difficile di salute che ha stravolto tutta la mia vita,relazioni lavoro, tutto ha vacillato.
Poi è arrivato il 2020, il Covid, la paura collettiva. Mentre tutti avevano paura di qualcosa che sembrava invisibile, io stavo ricominciando a star meglio dopo aver affrontato una sofferenza reale. Quella contraddizione è stata una spinta al cambiamento.
Io non sono una negazionista – sono stata male anch'io, ho preso il Covid due volte. Ma la manipolazione, la paura che abbiamo vissuto tutti intorno... in tutto questo, qualcosa dentro di me si è mosso. Il lavoro che avevo prima sembrava finito. Ho riaperto l’agenzia immobiliare, ce l'ho messa tutta, ma già stavo vivendo un cambiamento. Già iniziavo a sentire che c'era qualcos'altro per me.
A un certo punto c'è stata proprio una spinta. Dovevo andare, non sapevo dove. Ho sistemato tutto: la casa, i libri in un deposito. La vita accadeva, non ero io a decidere. Era la vita che mi stava dicendo "vai". Le porte si aprivano una dietro l'altra. Sono partita con due valigie e il mio pianoforte. L’essenziale.
In Spagna mi chiamavano Isabella. Non Elisabetta, ma Isabella. Piano piano mi sono identificata in quella parte leggera e libera di me. Lontana da tutto il condizionamento che avevo vissuto in Italia, ho potuto vivere la mia esperienza in modo autentico.
La barriera linguistica è diventata un dono inaspettato: mi ha permesso di rivolgermi completamente verso l'interno. Interagivo con l'esterno solo quando qualcosa risuonava davvero con me – uno sguardo, un volto, una vibrazione che sentivo mia. Il resto era silenzio, ascolto profondo di ciò che arrivava dall'invisibile.
È stato un viaggio ancora più profondo dentro di me. Ho dovuto lasciare andare tutto quello che pensavo di essere per scoprire chi ero davvero.
L’ Akasha: Lo Spazio che Contiene Tutto
Durante la serata abbiamo parlato anche dell’ Akasha, un termine sanscrito che indica quello spazio energetico che riempie ogni cosa. Non è il vuoto – il vuoto non esiste. Tra noi c'è energia, sempre.
L’ Akasha è come una spugna che contiene le memorie vibrazionali : suoni, pensieri, emozioni, intenzioni. Sono tutte vibrazioni nel campo quantico, e ognuno di noi può attingere a queste informazioni. Serve però una pulizia energetica, una purezza vibrazionale.
Akasha contiene i ricordi del nostro presente, passato e futuro che si uniscono. È tutto nell'adesso, tutto accade in questo momento. Quando faccio una lettura akashica, aiuto la persona a vedere dove si trova adesso, a prendere consapevolezza del proprio stato energetico.
La Realtà come Specchio
Una delle verità più potenti che abbiamo condiviso: la realtà che viviamo è l'effetto di ciò che siamo , siamo noi che con la nostra energia modifichiamo la realtà circostante.
La realtà è una proiezione di quello che c'è dentro di noi. È come uno specchio.
La bellezza di questa consapevolezza? Per cambiare non serve cambiare l'esterno – sei tu che ti cambi, e l'esterno ti risponde. Non è necessario andare in reazione, è sufficiente fermarsi un momento ad osservare.
Un Percorso Libero e Senza Etichette
Durante la serata è emersa una domanda dal pubblico su Gurdjieff e la sua influenza nel mio percorso. È stata l'occasione per chiarire un aspetto importante: nella mia vita sono sempre stata molto attenta a non identificarmi con niente.
Aggiungo in fase di revisione dell’articolo, che ero identificata con le mie emozioni ed è stato forse quello il lavoro più faticoso per me. Comprendere le origini delle emozioni e portare amore a ogni parte di me.
Ho seguito un po' di tutto – da Reiki a Sanyasi di Osho, passando per la medicina tradizionale cinese .
La mia vita è stata piena di esperienze perché sono sempre stata avida di conoscenze. Ho cercato sempre di non andare in nessuna direzione particolare. Anzi, ho scartato molto.
Negli ultimi quattro o cinque anni mi sono avvicinata a Gurdjieff, grazie ad un “maestro” di Eso-alchimia, simbolismo e musica che mi ha trasmesso tante conoscenza e acceso la mia curiosità e risvegliato il mio fuoco creativo.
Di Gurdjieff posso dire che mi ha incuriosito molto, soprattutto per il suo insegnamento sull'essere presenza, sul ricordo di sé. Rimanere saldi nell'occhio del ciclone, quando il mondo intorno crolla, tu rimani ancorato e stabile nel tuo sè – non è egoismo, è connessione con qualcosa di più grande.
Se devo indicare un filone con cui attualmente mi sento più in sintonia, sicuramente sono le discipline Orientali, la Teosofia e l’ Ermetismo.
In Conclusione
Ci sono piccoli cambiamenti che possiamo fare tutti: spegnere la televisione quando non serve, guardare meno il telefono, prendersi dieci minuti al giorno per camminare nella natura. Piccole cose che ci aiutano a riconoscere dove viviamo in questo momento e dove potremmo andare. Il senso del vivere è fare un'esperienza. Siamo qui, come anime in cammino, per fare un'esperienza corporea di conoscenza, per evolvere nella coscienza. Altrimenti, cosa siamo venuti a fare? La via del cuore, è la via del risveglio – è quello spazio vitale che ci fa star bene. All'inizio può fare male, perché dobbiamo comprendere in profondità cosa c'è dentro, cosa abbiamo soffocato. Ma una volta ripuliti quei condizionamenti, l'espansione è potentissima. C'è gioia. Non hai più bisogno di fare grandi cose. Esci un attimo, vedi il sole, torni dentro, e sei a posto. Stai bene. È così semplice, eppure così profondo.
La serata del 31 ottobre è stata per me un momento di condivisione autentica.
Ogni domanda, ogni presenza, ogni energia ha contribuito a renderla speciale. Grazie
Se senti la chiamata a esplorare questi temi – il risveglio, la spiritualità, la trasformazione – ti invito a scoprire la mia storia attraverso le pagine del libro. Non è un manuale, non è una guida. È un compagno di viaggio. Un invito a guardarti dentro, a riconoscere quella luce che già sei.
Vuoi saperne di più? Contattami per informazioni sul libro o per una lettura akashica personalizzata. Sono qui per accompagnarti nel tuo percorso, con rispetto e apertura del cuore.
Elisabetta Shinrei Eusebi






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