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Le Case hanno un Anima

15 set
Tempo di lettura: 3 min

"Le case hanno un’anima": il testimone di un passaggio

Ci sono momenti della vita in cui ci accorgiamo che un ciclo si sta chiudendo.

Non necessariamente perché ciò che abbiamo vissuto abbia perso valore, ma perché ha già compiuto il suo lavoro dentro di noi.

"Le case hanno un’anima" nasce proprio in uno di questi passaggi.


Per molti anni la mia esperienza immobiliare mi ha portata a vivere una relazione profonda con la materia, con la forma e con i luoghi stessi.

Le case, prima ancora di essere immobili, sono spazi attraversati dalla vita. Custodiscono storie, relazioni, trasformazioni, separazioni, nuovi inizi.

Vengono abitate, amate, cambiate e, prima o poi, lasciate.


Lavorare così a lungo a contatto con questi luoghi mi ha insegnato molto sul valore delle cose, ma anche sul loro carattere transitorio.

Una casa può rappresentare sicurezza, appartenenza, identità. Può diventare il simbolo di ciò che abbiamo costruito e posseduto. Eppure arriva un momento in cui anche ciò che ci ha accolto deve poter essere lasciato andare.


È forse questa una delle lezioni più profonde della ciclicità della vita.

Entriamo nelle esperienze, le attraversiamo, permettiamo loro di trasformarci e, quando il loro ciclo è compiuto, impariamo a non trattenerle.

Lasciar andare non significa rinnegare ciò che è stato.

Significa riconoscerne il valore senza continuare a identificarci con esso.

Nulla è realmente nostro, quindi il cammino è ciò che più conta, l’esperienza è l’insegnamento.

Allora una vendita diventa un lavoro introspettivo e profondo dentro di noi per scoprire una nuova vita che sboccia.


È qui che anche la casa cambia significato.

Non è più soltanto qualcosa che possediamo, ma un luogo che ci accompagna per un tratto del nostro cammino. E quando arriva il momento di lasciarla, quel gesto può diventare il simbolo di un passaggio più grande.

Abitiamo case, abitiamo un corpo, abitiamo identità; eppure nessuna di queste forme ci contiene per intero.


La casa è materia, forma, spazio. Anche il corpo è materia, forma, spazio.

Entrambi ci permettono di fare esperienza della vita, di attraversarne i cicli, di cambiare, di scoprire ciò che siamo e, forse soprattutto, ciò che non siamo soltanto.

Per questo sento questo piccolo libro come il testimone di un passaggio tra il passato e il presente.

Da una parte c’è il mondo della materia: la casa, il valore, la forma, lo spazio, l’esperienza concreta. Dall’altra emerge sempre più chiaramente ciò che non può essere misurato: l’essere, il significato, l’anima.


Non credo però che questi due mondi siano realmente separati.

Forse è proprio attraverso la materia che impariamo qualcosa dell’essenza. Attraverso ciò che possediamo comprendiamo lentamente ciò che non possiamo possedere. Attraverso i luoghi che abitiamo scopriamo che anche noi, in fondo, siamo continuamente di passaggio.

" Le casa hanno un’anima" raccoglie quindi una parte importante della mia esperienza, ma non nasce dal desiderio di rimanere legata a quel mondo. Nasce, al contrario, dal bisogno di riconoscerlo, integrarlo e lasciarlo andare.

Come accade con una casa quando arriva il momento di consegnarne le chiavi.

Si ringrazia ciò che ci ha accolto. Si conserva ciò che abbiamo imparato. E poi si continua il viaggio.

Forse ogni vero passaggio della vita contiene proprio questo invito: entrare pienamente nell’esperienza, permetterle di trasformarci e, infine, lasciarla andare senza attaccamento.

Questo libro è nato su quella soglia. Tra ciò che è stato e ciò che sta prendendo forma. Tra l’avere e l’essere. Tra la casa che abitiamo e l’anima che, silenziosamente, continua il suo cammino.

Le case hanno un’anima è disponibile ora per chi sente che anche i luoghi, le esperienze e i cambiamenti della vita possano raccontarci qualcosa di noi.

Elisabetta Shinrei Eusebi


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